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Black Friday: lo sconto su tutto ti mangia il margine
Il conto per negozi e catene prima di scontare: quanto margine perdi su ogni pezzo, a chi dare lo sconto e come misurarlo in cassa.
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Capitoli
- 00:00 Black Friday: la tentazione dello sconto su tutto
- 00:16 Perché fidarsi: lo studio Nielsen
- 00:29 Lo sconto si ripaga? La prova
- 01:15 Il conto: perché servono cinque pezzi invece di tre
- 01:53 L'errore opposto: il caso J.C. Penney
- 02:37 Passo 1: fai il conto prima
- 03:01 Passo 2: scegli a chi
- 03:38 Passo 3: misura in cassa
- 04:06 Il passo di domani e la scheda
In breve
- Nell'esempio, con il 20% di sconto 50 € di margine diventano 30: per guadagnare come prima devi vendere due terzi di pezzi in più.
- Lo sconto su tutto lo regali anche a chi avrebbe comprato a prezzo pieno. Dallo ai clienti che non vedi da mesi.
- Prima di ripetere una promozione, confronta in cassa chi ha ricevuto lo sconto con un gruppo simile che non l'ha ricevuto.
Fine novembre: intorno al tuo negozio le vetrine dicono «Black Friday, sconto su tutto», e viene voglia di fare lo stesso. Prima di attaccare il cartello fai un conto: quanto margine ti resta su ogni pezzo, e quanti pezzi in più devi vendere per guadagnare come prima. In questa guida lo facciamo con un esempio con numeri tondi, e vediamo la strada che non ti costringe a scegliere fra lo sconto su tutto e nessuno sconto.
Perché lo sconto su tutto costa più di quanto sembra
Lo sconto uguale per tutti ha un difetto di costruzione: lo paghi su ogni pezzo che vendi, anche a chi lo avrebbe comprato a prezzo pieno. Il cliente che sarebbe entrato la settimana dopo compra oggi e paga meno: non hai fatto una vendita in più, hai spostato una vendita e perso margine.
Non è un’opinione. Nell’analisi di Nielsen sulle promozioni del largo consumo in sette mercati (Stati Uniti, Canada e cinque paesi europei, Italia compresa), 59 promozioni su 100 non sono andate in pareggio (2015): più di metà delle volte lo sconto è costato più di quanto ha portato. Sono le marche al supermercato, non il tuo negozio, ma il meccanismo è lo stesso.
In Italia, poi, lo sconto è un’abitudine. Secondo i dati NielsenIQ del primo semestre 2026 riportati da GDO News, un euro su quattro speso nel largo consumo confezionato passa da una promozione. E per NIQ l’Italia ha la sensibilità al prezzo più alta fra i principali mercati europei. Clienti abituati allo sconto non sono un motivo per scontare tutto: sono un motivo per decidere ogni sconto con un conto, non per imitazione.
Ricarico e margine: il conto prima dello sconto
Qui si confondono spesso due parole, e la confusione costa. Il ricarico si calcola sul costo: quanto aggiungi a quello che hai pagato. Il margine si calcola sul prezzo di vendita: quanto ti resta di ogni euro incassato. Sullo stesso capo i due numeri sono molto diversi. Prendiamo un esempio con numeri tondi, un maglione:
| Maglione | Valore |
|---|---|
| Costo | 50 € |
| Prezzo di vendita | 100 € |
| Ricarico: 50 € aggiunti a un costo di 50 € | 100% |
| Margine: 50 € che restano su 100 € incassati | 50% |
| Margine di contribuzione a pezzo | 50 € |
Il margine di contribuzione è il prezzo meno il costo del pezzo: è quello che ogni maglione porta per pagare affitto, personale e tutto il resto. Ora lo sconti del 20%: lo vendi a 80 € e il margine scende a 30 €. Chi guarda il ricarico del 100% pensa che un 20% sia poca cosa. Sul margine non lo è: lo sconto si porta via 20 € dei 50 € che guadagnavi, due quinti.
Quanti maglioni ti servono, allora, per guadagnare come prima? La formula è una sola:
pezzi da vendere = pezzi di prima × margine prima ÷ margine dopo
Se a prezzo pieno ne vendevi 3, con lo sconto del 20% te ne servono 5 (3 × 50 ÷ 30): due terzi in più, solo per restare dove eri. E quei due pezzi in più devono arrivare da clienti che senza sconto non sarebbero entrati, non da chi passava comunque.
Quanto devi vendere in più per ogni livello di sconto
Lo stesso conto sul maglione da 50 € di costo e 100 € di prezzo, per tre livelli di sconto. Per ogni 100 pezzi che vendevi a prezzo pieno:
| Sconto | Prezzo | Margine a pezzo | Pezzi per guadagnare come prima |
|---|---|---|---|
| nessuno | 100 € | 50 € | 100 |
| 10% | 90 € | 40 € | 125 |
| 20% | 80 € | 30 € | 167 |
| 30% | 70 € | 20 € | 250 |
Lo sconto sale di dieci punti alla volta, i pezzi da vendere no: con il 10% ne servono 1,25 volte, con il 20% 1,67 volte, con il 30% due volte e mezza. Passare dal 20% al 30% non chiede qualche vendita in più: chiede una volta e mezza i pezzi che già ti chiedeva il 20%.
Se il tuo margine è più basso, il conto peggiora
Non tutti i negozi hanno il 50% di margine sul prezzo pieno. Con margini più bassi lo stesso sconto pesa molto di più. Ecco quanti pezzi in più ti servono per guadagnare come prima:
| Margine sul prezzo pieno | Sconto 10% | Sconto 20% | Sconto 30% |
|---|---|---|---|
| 50% | +25% | +67% | +150% |
| 40% | +33% | +100% | +300% |
| 30% | +50% | +200% | mai |
Con il 30% di margine, uno sconto del 30% ti fa vendere al prezzo di costo: nessun numero di pezzi basta. Se il numero che ti esce sembra impossibile, quello sconto non è una vendita: è un costo.
L’errore opposto: togliere tutti gli sconti
Se lo sconto su tutto mangia il margine, viene da pensare che la soluzione sia smettere di scontare. Anche qui c’è una prova, e costa cara. Il 1° febbraio 2012 J.C. Penney, catena americana di grandi magazzini, sostituì di colpo saldi e buoni sconto con prezzi fissi tutto l’anno. Nell’anno fiscale 2012 le vendite a parità di negozi calarono del 25,2% e la catena chiuse con una perdita di 985 milioni di dollari, come risulta dal comunicato dei risultati depositato alla SEC. Nell’aprile 2013 l’amministratore delegato fu sostituito.
La lezione è doppia. Lo sconto uguale per tutti mangia il margine, ma i clienti abituati agli sconti non cambiano in un giorno. Non si passa da tutto a niente: si passa allo sconto mirato, un passo alla volta, misurando. Se hai più negozi, cambia la politica degli sconti in due o tre e confrontali con gli altri prima di estenderla a tutti: se qualcosa va storto, lo scopri su pochi negozi e non su tutta la rete.
Lo sconto mirato in tre passi
1. Fai il conto prima, non dopo
Per ogni articolo che vuoi scontare scrivi tre numeri: quanto ti costa, a quanto lo vendi, quanto vuoi scontarlo. Poi calcola con la formula quanti pezzi ti servono per guadagnare come prima, e chiediti se li venderai davvero. Se la risposta è no, cambia lo sconto o cambia l’articolo: meglio scoprirlo a tavolino che a fine mese.
2. Scegli a chi dare lo sconto
Lo sconto su tutto va a chiunque entri, compreso chi sarebbe venuto a prezzo pieno. Uno sconto mirato va a chi ha bisogno di un motivo per tornare: il cliente che non vedi da tempo. Apri l’elenco dei clienti con la tessera e cerca chi non compra da sei mesi; sei mesi è un esempio, la soglia giusta dipende da quanto spesso comprano i tuoi clienti. Nella guida sui clienti dormienti trovi come riconoscerli.
Scrivi solo a chi ti ha dato il consenso: un messaggio con il suo nome, dal negozio dove compra, con un vantaggio valido solo per lui nei giorni del Black Friday. Il resto del negozio resta a prezzo pieno. E non affidare tutto al codice: un messaggio personale spesso pesa più dello sconto che contiene, come raccontiamo in Dove non serve lo sconto al cliente perso.
3. Misura in cassa, con un gruppo di confronto
Prima di mandare il messaggio, metti da parte un gruppo della stessa lista, scelto a caso, a cui non scrivi. Dopo il Black Friday confronta i due gruppi: quanti sono tornati, quanto hanno speso, con che margine. La differenza è quello che lo sconto ha portato davvero; il resto sarebbe arrivato comunque. Senza quel gruppo ogni promozione sembra riuscita: lo spieghiamo in Il ROI senza gruppo di controllo non è un ROI.
Cosa fare domani mattina
Una cosa sola: tira fuori l’elenco dei clienti che non vengono da sei mesi, e contali. Quella è la lista del tuo Black Friday: non tutto il negozio, quei nomi. Se vuoi farti un’idea di quanti clienti perdi ogni trimestre, prova il simulatore dei clienti persi. Se la tessera c’è ma i dati stanno sparsi fra cassa e fogli di calcolo, il primo passo è un CRM per il retail che li tenga insieme.
Poi scarica la scheda gratuita «Le 5 domande prima di una promozione»: due pagine con il conto del margine già impostato e la tabella pronta per margine e sconto. Stampala e tienila vicino alla cassa: ti serve anche per i saldi di gennaio.
Scheda gratuita · PDF
Le 5 domande prima di una promozione
Due pagine da stampare e tenere vicino alla cassa: le cinque domande da farti prima di ogni sconto, con lo spazio per rispondere, e il conto del margine già impostato.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra ricarico e margine?
Il ricarico si calcola sul costo, il margine sul prezzo di vendita. Un capo che ti costa 50 € e vendi a 100 € ha un ricarico del 100%, perché aggiungi 50 € a un costo di 50 €, e un margine del 50%, perché ti restano 50 € su 100 € incassati. Per decidere uno sconto conta il margine: lo sconto si toglie dal prezzo, quindi si mangia proprio quello che ti resta.
Come si calcola il margine dopo uno sconto?
Il margine dopo lo sconto è il prezzo scontato meno il costo: prezzo × (1 − sconto) − costo. Sul capo da 50 € di costo e 100 € di prezzo, con il 20% di sconto: 100 × 0,80 − 50 = 30 € a pezzo, contro i 50 € di prima. Se il risultato è zero o negativo vendi al prezzo di costo o sotto: nessuna quantità di pezzi recupera la perdita.
Quanti pezzi devo vendere in più con uno sconto del 20%?
Dipende dal margine di partenza, e la formula è pezzi di prima × margine prima ÷ margine dopo. Con un margine del 50% sul prezzo pieno, il 20% di sconto ti chiede due terzi di pezzi in più: 5 invece di 3. Con un margine del 40% ti chiede il doppio dei pezzi, con un margine del 30% il triplo. Prima di scontare, chiediti se quei pezzi li venderai davvero.
Conviene fare il Black Friday in un negozio fisico?
Conviene se lo usi per far tornare clienti precisi, non come sconto su tutto. Lo sconto uguale per tutti lo regali anche a chi avrebbe comprato a prezzo pieno, e nell’analisi Nielsen sulle promozioni del largo consumo più di metà delle promozioni non va in pareggio. Uno sconto mirato ai clienti che non vedi da mesi, deciso con il conto del margine e misurato in cassa, ha molte più probabilità di ripagarsi.
Come capisco se una promozione ha funzionato?
Confronta due gruppi della stessa lista: chi ha ricevuto lo sconto e chi, scelto a caso, non l’ha ricevuto. Dopo la promozione guarda in cassa quanti sono tornati, quanto hanno speso e con che margine. La differenza fra i due gruppi è l’effetto vero della promozione. L’incasso del giorno da solo non basta: dentro ci sono anche le vendite che sarebbero arrivate comunque, a prezzo pieno.
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La lista pronta, ogni mattina
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Leggi la trascrizione del video
00:00 Black Friday: la tentazione dello sconto su tutto
Fine novembre. Il negozio è tranquillo. Intorno a te tutti scrivono: Black Friday, sconto su tutto. Viene voglia di farlo anche tu. Non farlo. Non su tutto il negozio. In cinque minuti vediamo perché, e cosa fare invece.
00:16 Perché fidarsi: lo studio Nielsen
Non è un'opinione. È un'analisi delle promozioni del largo consumo in sette paesi, Italia compresa. Ogni numero di questo video ha la sua fonte in descrizione: chi l'ha misurato, quando, e dove.
00:29 Lo sconto si ripaga? La prova
La domanda è semplice: uno sconto si ripaga? L'analisi ha guardato le settimane di promozione, una per una. Su 100, 59 non sono andate in pareggio. Vuol dire che più di metà delle volte lo sconto è costato più di quanto ha portato. Negli Stati Uniti, l'anno prima, erano 67 su 100. Attenzione: è il largo consumo, cioè le marche al supermercato. Non è il tuo negozio. Ma il meccanismo è lo stesso. Lo sconto lo paghi su ogni pezzo che vendi.
Anche a chi l'avrebbe comprato a prezzo pieno. E in Italia lo sconto è un'abitudine: un euro su quattro del largo consumo confezionato passa da una promozione. E l'Italia ha la sensibilità al prezzo più alta tra i principali mercati europei.
01:15 Il conto: perché servono cinque pezzi invece di tre
Ora facciamo il conto in un negozio. È un esempio, con numeri tondi. Un capo ti costa 50 euro. Lo vendi a 100. Su ogni pezzo guadagni 50 euro. Ne vendi tre: 150 euro di margine. Adesso lo sconti del 20%. Lo vendi a 80, e su ogni pezzo guadagni 30. Per arrivare agli stessi 150 euro, i pezzi da vendere non sono più tre. Sono cinque. Due terzi in più. Solo per guadagnare come prima. E quei due pezzi in più devono arrivare da clienti che senza sconto non sarebbero entrati.
Non da chi passava comunque.
01:53 L'errore opposto: il caso J.C. Penney
Allora la soluzione è non fare niente? No. E anche qui c'è una prova. Febbraio 2012. J.C. Penney, una grande catena americana di grandi magazzini, toglie di colpo saldi e buoni sconto. In tutti i negozi insieme. Senza provare prima in qualcuno. Quell'anno le vendite a parità di negozi calano del 25,2%. La catena perde novecentottantacinque milioni di dollari. L'amministratore delegato ammette l'errore, e viene sostituito.
La lezione è doppia. Lo sconto uguale per tutti mangia il margine. Ma i clienti abituati agli sconti non cambiano in un giorno. Si passa allo sconto mirato, un passo alla volta, misurando.
02:37 Passo 1: fai il conto prima
Primo passo. Fai il conto prima, non dopo. Per ogni articolo che vuoi scontare scrivi tre numeri: quanto ti costa, a quanto lo vendi, quanto vuoi scontarlo. Poi calcola quanti pezzi in più ti servono per guadagnare come prima. Nella scheda il conto è già impostato. Se quel numero ti sembra impossibile, quello sconto non è una vendita. È un costo.
03:01 Passo 2: scegli a chi
Secondo passo. Scegli a chi. Lo sconto su tutto va a chiunque entri. Anche al cliente che sarebbe venuto la settimana dopo, a prezzo pieno. Uno sconto mirato va a chi ha bisogno di un motivo per tornare: il cliente che non vedi da tempo. Apri l'elenco dei clienti con la tessera e cerca chi non compra da sei mesi. Sei mesi è un esempio: scegli tu la soglia giusta per il tuo negozio. Scrivi solo a chi ti ha dato il consenso.
Un messaggio con il suo nome, dal negozio dove compra, con un vantaggio solo per lui, nei giorni del Black Friday. Il resto del negozio resta a prezzo pieno.
03:38 Passo 3: misura in cassa
Terzo passo. Misura in cassa. Prima di mandare il messaggio, metti da parte un gruppo di clienti della stessa lista, scelti a caso, a cui non scrivi. Dopo il Black Friday confronta i due gruppi. Quanti sono tornati? Quanto hanno speso? Con che margine? La differenza tra i due gruppi è quello che lo sconto ha portato davvero. Il resto sarebbe arrivato comunque. È l'unico modo per saperlo. Misura in cassa, non in apertura.
04:06 Il passo di domani e la scheda
Domani mattina fai una cosa sola. Tira fuori l'elenco dei clienti che non vengono da sei mesi, e contali. Quella è la lista del tuo Black Friday. Non tutto il negozio: quei nomi. La scheda di questo video è nel primo link della descrizione: le cinque domande da farti prima di qualsiasi promozione, con il conto del margine già impostato. Stampala e tienila vicino alla cassa. Ti serve anche per i saldi di gennaio. Se vuoi trovare questa lista già pronta ogni mattina, dagli scontrini dei tuoi negozi, è quello che fa Community Retail.
Fonti
- Trade Promotion Landscape Analysis (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Italia), presentazione al Promotion Optimization Institute, Ginevra, slide 9
- Promozioni, la GDO alza la pressione: il discount è il formato che accelera di più (dati NielsenIQ)
- NIQ a Linkontro: il 2026 nella Grande Distribuzione è l'anno delle scelte (comunicato del 14/05/2026)
- J.C. Penney, comunicazione 8-K del 27/02/2013, allegato 99.1: risultati dell'anno fiscale 2012 (vendite a parità di negozi -25,2%, perdita netta di 985 milioni di dollari)
- J.C. Penney Lost Nearly $1 Billion in 2012
- J.C. Penney's revolution comes to a bloody end
Correzioni al video
- Nel video il dato Nielsen 2015 è detto «59 settimane di promozione su 100»: la fonte parla di 59 promozioni su 100 che non vanno in pareggio, nei sette mercati analizzati (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Italia). Il dato «negli Stati Uniti, l'anno prima, erano 67 su 100» non è nella fonte e va ignorato. La fonte del dato sull'Italia più sensibile al prezzo tra i principali mercati europei è indicata come GDO News del 20/08/2026: la fonte corretta è il comunicato NIQ del 14/05/2026 (Linkontro), che parla della «più alta elasticità al prezzo». Nella schermata finale il canale esce ogni settimana, il martedì, non una volta al mese.
