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Dashboard con metriche di scontrino medio in un negozio retail
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Come aumentare lo scontrino medio in negozio

Lo scontrino medio è il KPI più sottovalutato nel retail. Ecco come aumentarlo senza forzare la mano al cliente.

Ogni retailer conosce la formula: fatturato uguale numero di scontrini per valore medio. Eppure, quando si parla di aumentare le vendite, l'attenzione va quasi sempre sul traffico. Più clienti, più vendite. Logico, no? Il problema è che portare nuovi clienti costa. Tanto. Aumentare lo scontrino medio di chi è già in negozio, invece, costa praticamente zero.

Il numero che racconta la verità

Lo scontrino medio si calcola dividendo il fatturato totale per il numero di transazioni. Se incassi 10.000 euro con 100 scontrini, il tuo valore medio è 100 euro. Semplice. Ma cosa succede se riesci a portarlo a 110 euro? Con lo stesso numero di clienti, hai appena guadagnato 1.000 euro in più.

Il punto è che la maggior parte dei retailer non monitora questo numero con la frequenza necessaria. Lo guardano a fine mese, quando ormai è tardi per intervenire. E soprattutto, non lo guardano per singolo negozio o per singolo venditore.

Upselling e cross-selling: la teoria che tutti conoscono

Proporre un prodotto di fascia superiore (upselling) o un articolo complementare (cross-selling) sono tecniche vecchie quanto il commercio. Il cliente compra un paio di scarpe? Gli proponi la crema per la pelle. Sceglie uno smartphone? La cover è quasi d'obbligo.

Ma c'è un problema: funziona solo se il venditore sa cosa proporre e a chi. E qui la maggior parte dei negozi fallisce. Non perché il personale non sia capace, ma perché non ha le informazioni giuste al momento giusto.

Un cliente che ha già speso 2.000 euro nell'ultimo anno è probabilmente pronto per un upgrade. Un cliente alla prima visita, meno. Trattarli allo stesso modo significa sprecare opportunità con il primo e infastidire il secondo.

Il ruolo dei dati in tempo reale

La differenza tra un tentativo di upselling efficace e uno fastidioso sta nella conoscenza del cliente. Sapere quanto ha speso in passato, con quale frequenza torna, quali categorie preferisce.

Dashboard operative come Store Intelligence permettono di vedere lo scontrino medio per negozio, per periodo, per venditore. In tempo reale. Se un punto vendita ha uno scontrino medio del 15% sotto la media della catena, lo sai subito. Non a fine mese. E puoi capire se è un problema di assortimento, di formazione del personale, o di tipologia di clientela.

Alcuni retailer stanno iniziando a usare questi dati per creare classifiche interne tra negozi. Non per punire chi sta indietro, ma per capire cosa fanno diversamente quelli che performano meglio. Spesso la risposta è più semplice del previsto: chiedono.

La formazione che manca

Tecniche di vendita e strumenti digitali non servono a nulla se il personale non sa usarli. E la formazione nel retail è spesso la prima voce tagliata quando i budget si stringono.

Eppure, un venditore che conosce il prodotto e sa leggere i segnali del cliente può fare la differenza tra uno scontrino da 80 euro e uno da 120. Moltiplicalo per centinaia di transazioni al mese e i numeri iniziano a parlare da soli.


Il prossimo passo? Smetti di guardare lo scontrino medio solo a fine mese. Inizia a monitorarlo ogni giorno, per ogni negozio. Le sorprese non mancheranno.

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