Li chiamiamo dormienti, ma in realtà sono clienti che abbiamo perso senza accorgercene. Persone che un tempo compravano regolarmente e che, a un certo punto, hanno smesso. Nessun reclamo, nessun segnale evidente. Semplicemente non sono più tornati.
La buona notizia è che non sono persi per sempre. La cattiva è che ogni giorno che passa li rende più difficili da recuperare.
Quanto valgono i clienti che hai già
Acquisire un nuovo cliente costa dalle 5 alle 7 volte di più rispetto a mantenerne uno esistente. Questo dato circola da anni, ma pochi retailer lo traducono in azioni concrete. Preferiscono investire in campagne per attirare nuovi volti piuttosto che riportare in negozio chi c'era già stato.
Eppure, un cliente dormiente ha già superato la barriera più difficile: ti conosce. Sa dove sei, cosa vendi, come funziona il tuo servizio. Non devi convincerlo da zero. Devi solo dargli un motivo per tornare.
Il problema è trovarli
La vera sfida non è convincere i clienti dormienti a tornare. È identificarli prima che sia troppo tardi. E qui la maggior parte dei retailer si blocca.
Un cliente che comprava ogni due settimane e ora compra una volta al mese non è ancora perso. Ma se non te ne accorgi, lo diventerà. Il punto è che nessuno ha tempo di scorrere migliaia di schede cliente ogni giorno alla ricerca di pattern.
La segmentazione RFM (Recency, Frequency, Monetary) risolve questo problema classificando automaticamente i clienti in base a quando hanno comprato l'ultima volta, con quale frequenza e quanto hanno speso. I clienti che scivolano verso i segmenti "Hibernating" o "About to Sleep" sono esattamente quelli su cui intervenire.
Tempismo e messaggio giusto
Una volta identificati, la domanda è: cosa gli dico? E quando?
L'errore più comune è aspettare troppo. Un cliente inattivo da 6 mesi è molto più difficile da recuperare di uno inattivo da 60 giorni. Il secondo si ricorda ancora di te. Il primo potrebbe aver già trovato un'alternativa.
Il messaggio conta quanto il tempismo. Un'email generica "ci manchi" funziona poco. Un'offerta personalizzata basata sui suoi acquisti precedenti funziona molto meglio. Se ha sempre comprato abbigliamento sportivo, proporgli uno sconto sulla nuova collezione running ha senso. Proporgli una promozione su accessori casa, no.
Strumenti come l'Action Center di Community Retail AI suggeriscono automaticamente campagne di riattivazione basate sul segmento RFM del cliente, con stima del fatturato potenziale e del tasso di conversione atteso. Non devi indovinare chi contattare: il sistema ti dice chi, quando e con quale messaggio.
Risultati reali
Un retailer fashion ha riattivato il 9% dei clienti dormienti in 30 giorni con una campagna SMS mirata. Nessuno sconto aggressivo, solo un messaggio personalizzato al momento giusto. Quei clienti sono poi rientrati nel ciclo degli acquisti regolari.
Il punto non è la tecnologia in sé. È usare i dati per fare scelte informate invece di sparare nel mucchio sperando che qualcosa funzioni.
I tuoi clienti dormienti sono un asset, non una perdita. La domanda è: sai quanti ne hai e da quanto tempo non comprano?