Free cookie consent management tool by TermsFeed Automazioni marketing retail: campagne che si attivano da sole | Blog Community Retail AI
Schema di automazione marketing con trigger e azioni nel retail
Marketing

Automazioni marketing retail: campagne che si attivano da sole

Compleanno del cliente? Sconto automatico. 60 giorni senza acquisti? Email di recupero. Il futuro del retail marketing è nei trigger.

Ogni retailer sogna campagne marketing che funzionano mentre lui dorme. Email che partono al momento giusto, SMS che arrivano quando il cliente è pronto a comprare, offerte che si attivano automaticamente in base al comportamento. Il sogno ha un nome: marketing automation.

La realtà è che la maggior parte delle automazioni nel retail sono rudimentali. Un'email di benvenuto, forse una di compleanno. Il resto è manuale, lento, e spesso arriva in ritardo.

Il problema del timing

Nel marketing retail, il timing è tutto. Un'offerta inviata al momento giusto converte. La stessa offerta inviata una settimana dopo viene ignorata. Ma gestire manualmente migliaia di clienti con comportamenti diversi è impossibile.

Prendiamo un caso semplice: il cliente che non compra da 60 giorni. Sai che dopo 90 giorni la probabilità di riaverlo crolla. La finestra d'azione è stretta. Ma se devi estrarre la lista manualmente, preparare l'email, inviarla, e poi rifare tutto la settimana dopo con i nuovi clienti che entrano nella finestra... non scala.

Le automazioni risolvono questo problema. Definisci la regola una volta: "se un cliente non compra da 60 giorni, invia questo messaggio". Il sistema fa il resto, ogni giorno, per sempre.

Trigger che generano fatturato

I trigger più efficaci nel retail sono quelli legati al comportamento d'acquisto. Non a date arbitrarie.

Soglia di spesa superata: cliente supera 500 euro in un singolo acquisto? Attiva il programma VIP con messaggio di benvenuto esclusivo.

Inattività: nessun acquisto da X giorni? Scatta l'email di riattivazione con offerta personalizzata basata sugli acquisti precedenti.

Cambio segmento: il cliente passa da Champion a About to Sleep? Alert immediato allo store manager per una chiamata personale.

Compleanno imminente: 7 giorni prima del compleanno, parte l'SMS con sconto dedicato. Non generico: calcolato sulle sue preferenze.

Transazione anonima di valore: acquisto superiore a 200 euro senza tessera fedeltà? Notifica allo store manager per tentare la registrazione prima che il cliente esca.

La complessità nascosta

Sulla carta sembra semplice. Nella pratica, orchestrare queste automazioni richiede un'infrastruttura che la maggior parte dei retailer non ha. Devi collegare il POS ai sistemi di invio messaggi, gestire i consensi GDPR, evitare di bombardare lo stesso cliente con messaggi multipli, tracciare cosa funziona e cosa no.

Piattaforme come Automate Engine di Community Retail AI gestiscono questa complessità. Il retailer definisce le regole, il sistema le esegue. Ogni automazione è tracciata: sai quanti messaggi sono partiti, quanti sono stati aperti, quanti hanno generato conversioni.

E soprattutto, non devi cambiare i tuoi strumenti. Usi già Mailchimp? Klaviyo? Un sistema SMS proprietario? L'automazione si collega ai tuoi canali esistenti. Tu definisci il trigger, il messaggio parte attraverso la piattaforma che già usi.

Il ROI delle automazioni

Un retailer di abbigliamento ha attivato un'automazione semplice: SMS di compleanno con 15% di sconto, valido 7 giorni. Costo: pochi centesimi a messaggio. Tasso di redemption: 23%. Fatturato incrementale: migliaia di euro al mese. Il tutto senza che nessuno muovesse un dito dopo il setup iniziale.

Le automazioni non sostituiscono le campagne tradizionali. Le completano. Coprono quei momenti in cui il marketing manuale non può arrivare, perché sono troppo frammentati, troppo frequenti, troppo legati al comportamento individuale di ogni singolo cliente.


La domanda non è se automatizzare. È quante vendite stai perdendo ogni giorno perché il messaggio giusto non arriva al momento giusto.

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