C'è una statistica che dovrebbe togliere il sonno a chiunque gestisca una catena di negozi: il 96% dei clienti insoddisfatti non si lamenta. Non chiede di parlare con il responsabile, non lascia recensioni negative, non scrive email arrabbiate. Semplicemente smette di tornare.
Il problema è che quando te ne accorgi, è già troppo tardi. Il cliente è andato, probabilmente da un concorrente, e recuperarlo costerà molto più che averlo trattenuto.
Il costo nascosto dell'abbandono
Secondo Harvard Business Review, acquisire un nuovo cliente costa da 5 a 25 volte di più rispetto a mantenerne uno esistente. E un aumento del 5% nel tasso di fidelizzazione può portare a un incremento dei profitti tra il 25% e il 95%.
Numeri che i retailer conoscono bene. Eppure, la maggior parte degli investimenti continua ad andare verso l'acquisizione di nuovi clienti piuttosto che verso la retention di quelli esistenti. È più facile misurare i risultati di una campagna pubblicitaria che quantificare quanti clienti non hai perso.
I segnali che precedono l'abbandono
Un cliente non sparisce da un giorno all'altro. Prima di andarsene, quasi sempre mostra segnali. Compra meno frequentemente. Lo scontrino medio si abbassa. Gli intervalli tra un acquisto e l'altro si allungano.
Il problema è che questi segnali sono invisibili se non li cerchi. E cercarli manualmente su migliaia di clienti è impossibile.
La churn prediction funziona esattamente così: algoritmi che analizzano il comportamento storico di ogni cliente e calcolano una probabilità di abbandono. Non una sensazione, un numero. Quel cliente ha il 15% di probabilità di non tornare. Quest'altro l'87%.
Agire prima, non dopo
La vera differenza la fa il momento in cui intervieni. Un cliente con probabilità di churn all'80% che riceve una telefonata personale dallo store manager ha buone possibilità di tornare. Lo stesso cliente contattato tre mesi dopo, quando ormai ha trovato un'alternativa, quasi nessuna.
Piattaforme come l'Action Center di Community Retail AI calcolano uno score di churn aggiornato ogni notte per ogni cliente. Quando un cliente VIP supera una certa soglia di rischio, il sistema genera un alert automatico. Non devi andare a cercare i problemi: i problemi vengono da te.
E non si tratta solo di identificare chi sta per andarsene. Il sistema suggerisce anche quale azione intraprendere: una campagna win-back, un'offerta personalizzata, una chiamata diretta. Con una stima del fatturato potenziale che puoi recuperare.
Il caso dei top client
I clienti VIP sono quelli che fanno più male quando se ne vanno. Rappresentano spesso il 20% della base clienti ma generano l'80% del fatturato. Perderli non è solo una questione di numeri: è una perdita strategica.
Un retailer fashion ha scoperto che 50 dei suoi migliori clienti non compravano da oltre 90 giorni. Il sistema ha suggerito una campagna SMS mirata. Risultato: 18 ritorni in negozio in 48 ore. Dodici mila euro recuperati con un costo di pochi centesimi a messaggio.
Non magia. Solo dati usati nel modo giusto, al momento giusto.
La domanda non è se perderai clienti. Li perderai. La domanda è: saprai quali stai per perdere in tempo per fare qualcosa?